Lunedì 23 marzo 2026, presso i locali sezionali di Gallarate, gli associati hanno partecipato alla riunione tecnica tenuta da Andrea Calzavara, arbitro di Serie A, che ha condiviso la propria esperienza e una riflessione profonda su ciò che spinge ciascuno di noi a indossare la divisa arbitrale.
La serata è stata aperta dal Presidente di Sezione, Davide Fera, che ha presentato l’ospite e ha voluto salutare e dare il benvenuto ufficiale ai quattro nuovi arbitri della Sezione AIA di Gallarate: Gaia Pieretti, Luca Massara, Luca Murgia e Davide Patrini. I giovani fischietti hanno avuto l’opportunità di posare con Andrea Calzavara per una foto ricordo.
Dopo una breve presentazione del percorso di crescita di Calzavara, con un recap degli step di carriera dalle nazionali FIGC alla promozione in CAN fino all’esordio in Serie A e la proiezione di un video del suo primo match in massima serie, è partito l’intervento dell’arbitro.
Calzavara ha aperto la riunione porgendo agli associati una domanda tanto semplice quanto essenziale: «Qual è la motivazione che vi ha spinto a diventare arbitri?». Spesso, immersi nel ritmo delle gare e degli allenamenti, rischiamo di dimenticare il nostro vero perché; recuperarlo diventa fondamentale per riaccendere la motivazione quando attraversiamo momenti di difficoltà o di calo di fiducia.
Per rimanere concentrato e in focus durante la gara, Calzavara ha spiegato: «Io rimango sempre in movimento e mi commento mentalmente le azioni, ciascuno deve trovare il suo.» Ciascun arbitro è chiamato a costruire il proprio “rituale” di attenzione, quello che gli permette di rimanere connesso al gioco.
Calzavara ha poi ribadito i quattro aspetti imprescindibili per ogni arbitro:
• l’aspetto atletico, per essere sempre vicino all’azione;
• l’aspetto tecnico, per applicare correttamente il Regolamento;
• l’aspetto comportamentale, per gestire con equilibrio relazioni e comunicazione;
• l’aspetto tattico, per leggere la gara e anticipare le situazioni di gioco.
Un passaggio particolarmente significativo è stato dedicato alla gestione delle emozioni e degli errori. Calzavara ha chiarito: «Posso sbagliare una decisione perché sono poco motivato, ma dopo l’errore posso prendere molte decisioni corrette e recuperare l’errore. L’errore è davvero tale solo quando condiziona la nostra prestazione e non ci insegna nulla.». Per questo ha sottolineato l’importanza di vivere ciò che facciamo nel qui ed ora, restando focalizzati sulla partita.
Infine, ha invitato tutti a chiedersi quale sia il proprio scopo quando si entra in campo: non andiamo in campo per un voto, ma per la partita. Il compito dell’arbitro è garantire equità, dare il massimo in ciò che sta facendo e non lasciare che siano i propri pensieri a limitare le sue potenzialità.
La serata si è conclusa con una carrellata di video di gare dirette da Calzavara, analizzati e commentati insieme agli associati, che hanno potuto confrontarsi su episodi, scelte e prospettive di crescita.




